| Sono in macchina, la radio impostata su una frequenza senza nome che fa musica che non conosco ma che mi annebbia i sensi, mi confonde e mi acceca. E con gli occhi fissi sulle luci penso a te. Penso ai tuoi sorrisi che non mi regali, penso al tuo sguardo qualche volta distratto dal vuoto che colma il mondo attorno a noi; penso alle tue spalle, che tante volte sono rimasta a guardare cercando di sbirciare dentro di te, senza permesso, ladra di parole non dette. Penso al tuo cuore che batte; penso a quel cuore che batte contro il mondo, contro la corrente di acque vorticose, contro la morte dellla mente che spinge giù e giù: penso al tuo cuore che non è mio ma che batte per sé. E sono felice. Alle vostre domande sorriderò spensierata; delle vostre diffidenze riderò alle stelle, delle vostre paura mi farò un tappeto su cui camminare, del vostro disprezzo paesaggi da lasciarmi dietro. Cause love is noise, love is pain, love is these blues that you’re feeling again. Penso a quanto sei codardo e quanto lo sono io. Penso che potrei prenderti il viso tra le mani, al costo di lasciarti sorpreso, fissarti veramente per una volta e guardarti dentro, specchiarmi nei tuoi occhi e non uscire più, e stringerti e abbracciarti perché -sono banale, ma la semplicità è ricchezza- perché ti amo e questo mondo cattivo qui fuori non è niente, perché il mio mondo sei tu. Sfiorarti una mano e sognare di averne il permesso; e m'incanto in te, mi dimentico incubi e bugie, speranze e rimorso. Perché tu ricordi ciò che io dimentico. Ma tu sei carne, tu sei materia viva e mutevole, sei futuro e passato, presente che fugge via, sei alba e tramonto di quello che vivo e non lo sai. Sei uomo e vivi, e io ti amo. Penso che in ogni momento, in ogni respiro, in ogni sospiro e risata, in ogni scintilla di esistenza c'è la tua eco lontana, il mio desiderio e la mia passione, il mio tormento e la mia gioia, perché tu sei, sei e sei tu; ed ogni volta che mi sveglio, la mattina, quando salgo in macchina e quando disegno, quando mormoro parole che nessuno comprende e quando mi guardo le mani per vedere se son viva, sempre e sempre lo faccio perché questa è la mia vita e io la passo senza di te; questa è la mia vita che io potrei condividere, regalarti, offrirti e immolarti, come la miniatura all'inizio di una fiaba, come un bacio quando la sera avvolge le case, come me e te senza catene sulle ali e museruole a chiuderci una bocca che di parole ne ha da dire, e di carezze non si spreca. E sarai la mia alba, sarai il mio tramonto, sarai il filo che mi ancora alla terra quando già raggiungo la gente che mi chiama da lassù. Lascia che io sia ciò che tu cerchi; perché io ti cerco da una e mille vite E tutto quello che faccio, tutto quello che dico e che sento, quello che rinnego e le mie lotte, le mie lacrime, le mie lealtà sono per te.
Perché io ti amo e tu, che non lo sai, del mio amore fuggente senti solo il rumore.
«Sì», rispose l'Infanta Imperatrice, «il Vecchio della Montagna Vagante non lo si può cercare. Si può soltanto trovarlo» «Anche tu?» domandò Atreiu. «Anch'io», rispose lei. «Ma se non lo trovi?» «Se esiste, lo troverò», replicò lei con un misterioso sorriso, «e quando lo avrò trovato, allora esisterà.» Michael Ende, La Storia Infinita
I'll be waiting.
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