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| [Io boh, ma vedere Argo (Argo! Cioè, Argo!) che si smiela così tanto è SCIOCCANTE, poi chissenemeglioperluiblabla.]
  Sto affogando in una botte di yoghurt alla fragola (probiotico) e sento la gola della vita -quella che m'ingoia- che fa glu glu. E' psichedelico. Poi mi sveglio e mi accorgo che sono io che bevo, e che là dentro c'è qualcuno che urla (magari un'altra me?) chissà chi è.
Se alla fine devo sbagliare, tanto vale che lo faccia per le persone che amo. E qui di casini ce ne sono parecchi. La cosa strana è che son guai di vita, che non è il cielo a cadermi addosso ma la terra che si rovescia e il mondo che si sveglia e gira. E' un gioco, per me, per la Tigre che si lascia scorrere il tempo addosso. Vedo soluzioni a problemi che non ci sono, so che considerlarle è seminare un brutto affare; e quindi non lo faccio, per amore e affetto, perché il mio divertimento non vale la sofferenza altrui. Vedo sempre più gente vacillare, sempre più stupidi ripensamenti e trappole palesi che si rivelano insidiose perché sottovalutate. Mai abbassare la guardia. Mai voltare le spalle al nemico. L'indecisione è nemica del cane. E c'è il mio branco fuori dalla porta, la mia famiglia di lupi che ulula il suo invito. E io so che posso uscire e correre via, scrollarmi di dosso il randagio immortale e giovane che è in me, dimenticare questo mondo nero macchiato di bianche speranze e fuggire nella notte con l'oscurità, per una volta, dalla mia parte. Lo farò? No. Perché l'anima antica è eternamente infante. Li lascerò sulla soglia, li nutrirò coi miei sogni e coi miei ricordi -ma in fondo c'è differenza?-, li saluterò ogni mattina all'alba e ogni sera al tramonto. Li osserverò da lontano correre liberi sulle colline, soli ma ognuno al passo con l'altro, dimostrandosi ogni giorno che c'è sempre qualcuno che sa correre più veloce. E invocherò le loro zanne quando verrò ferita, mi farò scudo del loro sguardo quando saranno occhi malvagi a cercare di trapassarmi. Lascerò il mio vecchio branco lontano da me, caccerò con loro soltanto quando sorgerà la luna gravida e limpida: e chissà che in quel giovane lupo dal manto bianco non ci sia una parte di me, sfuggita gioconda alle mie ammonizioni, indomata e ribelle nei suoi principi da fiera selvaggia.
Quando mi parlano mi chiedo sempre se sono le mie parole ad ascoltarli o il mio silenzio. Momo, Momo, il tuo silenzio è più saggio di mille anni di lettere intrecciate e musicali: perché? Ascolti e consoli, non parli ma dici cose che tutti possono udire. Forse vorrei essere come te, per non perdere la voce urlando ai sordi: ma ripetere che tutto va bene non consuma parole, soltanto sogni.
Domani ritorno a scuola. E poi chissà. [Corri Gerta corri, sali sul carro di Zaradè e accompagna Lala e Tabi dall'altra parte. Anche Will in fondo è morto aspettando, no?]
«Sì», rispose l'Infanta Imperatrice, «il Vecchio della Montagna Vagante non lo si può cercare. Si può soltanto trovarlo» «Anche tu?» domandò Atreiu. «Anch'io», rispose lei. «Ma se non lo trovi?» «Se esiste, lo troverò», replicò lei con un misterioso sorriso, «e quando lo avrò trovato, allora esisterà.» Michael Ende, La Storia Infinita
I'll be waiting.
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